domenica 21 maggio 2017

L'obbligo per le vaccinazioni è un evento di cui gioire?

L'importanza delle vaccinazioni è sacrosanta. Non è l'incipit di chi sta poi per affermare il contrario, tipo "io non sono razzista ma...". Lo penso realmente, senza se e senza ma. Mia figlia le vaccinazioni le ha fatte tutte, comprese le facoltative, e io non ho mai avuto dubbi in proposito.

Allo stesso tempo le motivazioni degli antivaccinisti irriducibili sono risibili, e trasudano incompetenza e tutta la supponenza di chi spesso non ha nemmeno capito a cosa servono le vaccinazioni (ad esempio quando dicono che non essendoci un'epidemia in corso, perché tutta questa insistenza?)

Ma gli antivax di questo tipo, quelli che credono a Gava e Montanari, quelli che è tutto un businnes delle multinazionali, quelli che il vaccino causa l'autismo, quelli che non è merito dei vaccini ma è perché ci laviamo più spesso le mani, quelli che mio figlio a 3 mesi ha smesso di dormire per colpa del vaccino (dimenticando che da che mondo è mondo la principale attività dei bambini piccoli è quella di scassare la minchia di notte) quelli non li convincerai mai. Nessuna corretta informazione potrà mai nulla nei confronti delle loro granitiche certezze.   Sono come gli sciachimisti, che hanno tirato giù la saracinesca della ragione da un bel pezzo, e non ci puoi fare più niente.



Poi però c'è anche quella popolazione intermedia che non ha particolari pregiudizi, ma ha sentito che... ha letto che... hanno un'amica che... Quei genitori che sono in perfetta buona fede, e che vorrebbero essere innanzitutto rassicurati sul fatto che vaccinare i loro figli è immensamente meglio che non farlo. Quelli che basterebbe tutto sommato poco, una chiacchierata serena col pediatra senza che questo guardi continuamente l'orologio, che gli spiegasse che la storia che una volta si prendeva il morbillo e non si facevano tutte queste tragedie è, numeri alla mano, una sonora idiozia.

Con quelli sì che ci puoi parlare, anzi ci devi parlare! E' soprattutto a loro che si deve indirizzare la corretta informazione dei medici e degli esperti. Senza irriderli, senza dar loro dei cretini, ma innanzitutto mostrando comprensione per i loro dubbi, peraltro legittimi in quanto genitori. La comprensione de loro dubbi è un ingrediente essenziale affinché essi possano recepire il messaggio e convincersi dell'importanza della scelta. Senza empatia con il medico, un genitore preoccupato e dubbioso, anche se a torto, non si convincerà mai che vaccinare il proprio figlio è importante.

Da domani tutti quanti, sia gli antivax duri e puri che quest'altra categoria molto più vasta di genitori, sarà obbligata  a vaccinare i propri figli. Il rischio nel trasgredire è quello di incorrere in pene severe, fino ad essere privati della patria potestà.

Di per sé non ci trovo nulla di strano che per accedere alla scuola materna o elementare si debba essere vaccinati. Mia figlia qualche estate fa ha frequentato un campo estivo in Francia, e per accedervi abbiamo dovuto presentare il libretto delle vaccinazioni in regola, morbillo compreso. Quindi, sebbene in Francia le vaccinazioni non siano tutte obbligatorie, di fatto lo sono. So di una famiglia che non aveva vaccinato i propri figli che, dovendosi trasferire in Belgio per motivi di lavoro, si è sentita dire: "o li vaccini oppure da noi non possono venire".

Molti hanno quindi esultato per il decreto legge che obbliga tutti quanti a vaccinare i propri figli, perché finalmente renderà ininfluenti le tesi strampalate degli antivax.

Secondo me invece non c'è proprio niente di cui gioire e essere soddisfatti. 

E vi prego di leggere fino in fondo perché la penso così, prima di partire come un cane di Pavlov a ringhiare contro l'ennesimo che sputa contro i vaccini, dato che non è proprio il mio caso.

Non credo che l'obbligo sia un successo di cui gioire, nonostante la sacrosanta importanza delle vaccinazioni, sostanzialmente per due motivi.

Il primo è che servirà a inasprire le posizioni e allontanarle ancora di più, e convincerà una certa parte degli indecisi in buona fede di essere vittima di un sopruso, di un'imposizione. Diranno: "ma come, io cercavo qualcuno che capisse i miei dubbi e invece mi impongono di vaccinare mio figlio zitto e muto, e se non lo faccio sono dolori!".

Si potrebbe dire che vabbe'..., ma alla fine chi se ne frega? Vaccinare è giusto e saggio, e quindi la decisione di obbligare porterà comunque un vantaggio per la società, anche se certi lo vivranno come un sopruso o un'imposizione fastidiosa.

E questo invece, secondo me, non è vero.

E quindi veniamo al secondo motivo per cui questo obbligo nato così  da un giorno all'altro, secondo me può essere utile a breve termine, perché aumenterà certamente il numero dei vaccinati (ammesso che le Usl del Belpaese siano in grado di fronteggiare le nuove disposizioni da qui a settembre, inizio dell'anno scolastico) ma rischia di essere molto controproducente a lungo termine.

Il motivo è un ulteriore contributo verso la perdita di fiducia nelle istituzioni, e nella fattispecie degli organismi preposti alla sanità pubblica.

La fiducia nelle istituzioni è un ingrediente fondamentale perché i cittadini accettino decisioni sulle quali non hanno le competenze. Non è sufficiente, perché ci sarà sempre qualcuno a inventarsi le sue strampalate teorie alternative, ma è assolutamente necessario.

Dalle politiche energetiche a quelle economiche, alle scelte in materia di sanità pubblica, la fiducia nelle istituzioni è tutto. Per delegare qualcuno a prendere decisioni per te su argomenti in cui non sei competente, in questo qualcuno devi avere fiducia. E se la decisione riguarda la salute dei tuoi figli, in questo qualcuno devi avere una fiducia estrema!

Se in Italia non si riesce a far passare un tubo del gas, un binario di treno o un'autostrada senza scatenare mastodontiche manifestazioni di protesta è perché la fiducia nelle istituzioni è al minimo. Se si protesta contro qualunque tipo di realizzazione di impianti per produrre energia o per smaltire rifiuti, è perché decenni di malapolitica e di decisioni scriteriate, di interventi spacciati per necessari ma nella realtà assolutamente inutili e poi dismessi (parliamo dei capolavori di Italia 90, del Ponte sullo Stretto o degli impianti di Tor Vergata, tanto per stare sul concreto) ci hanno insegnato, goccia dopo goccia, a diffidare di tutto quello che è istituzionale.

E questa nuova legge, sebbene giusta nel merito, e per certi versi necessaria, rischia di allinearsi sullo stesso filone: contribuire alla sfiducia nelle istituzioni. Perché se tutti gli scettici e gli indecisi alla fine vaccineranno i loro figli, pur tra i mugugni e le preoccupazioni, di sicuro faticheranno a recepire l'importanza della scelta, se questa viene innanzitutto imposta.  Perché una legge che ti dice che se non vaccini i tuoi figli te li potrebbero anche togliere, tu che sei comunque un genitore in buona fede che non ha nulla a che spartire coi deliri degli antivax, se hai dei dubbi non ti aiuta a capire. Aiuta semmai a trasformarti da dubbioso a incazzato.
 
Per non parlare poi del disastro che potrebbe accadere se dovesse verificarsi un effettivo caso di danno da vaccino, cosa che comunque può succedere. Quel singolo caso diventerà l'emblema di un'imposizione violenta dello Stato, perché quello sarà un morto vero, che all'occhio dell'opinione pubblica renderà irrilevanti le migliaia di vite senza volto salvate fuori dai clamori.

E quindi si rischia di allevare una popolazione di italiani sempre più scettica nei confronti non solo dei vaccini, ma soprattutto - e questa è la cosa più grave - nei confronti delle scelte dello Stato. Anche quando, come in questo caso, quelle scelte nel merito sono assolutamente giuste.

Quindi, se si vuole rendere realmente efficace questa legge, mi auguro che questo decreto sia accompagnato da una capillare informazione alle famiglie. Ma non un'informazione con gli spot del ministero, impersonale e uguale per tutti, ma fatta viso a viso, personalmente, negli uffici della Usl, negli ambulatori pediatrici, dove chi è competente perda tempo (che poi è tutt'altro che tempo perso) a calarsi nella testa del genitore preoccupato e dubbioso e, senza tagliare corto e dargli dell'incompetente, spieghi perché certe convinzioni diffuse sono totalmente errate. Non convincerà certo i fanatici antivax, ma quelli alla fine sono rumorosi ma sono anche pochi. Ma sarà fondamentale verso tutti quei genitori che hanno dubbi ma sono comunque persone ragionevoli, perché aiuterà loro ad avere fiducia.

PS: alcuni fanno il paragone con le cinture di sicurezza, imposte per legge, o col divieto di fumare nei locali pubblici. Il paragone non regge, perché chi è dubbioso sui vaccini e contesta la legge lo è perché crede che i vaccini possano costituire un rischio per la vita dei sui figli. Le cinture e il non fumare nei ristoranti non suscitavano questi timori ma anzi, tutti erano comunque consapevoli del fatto che avrebbero costituito una tutela per la salute.

giovedì 18 maggio 2017

Lo scoop epocale sui vaccini del Fatto Quotidiano.

Io non capisco il Fatto Quotidiano, che in base a una sua personalissima idea di pluralismo dell'informazione ospita abitualmente, su argomenti specifici, contributi rispettabilissimi contemporaneamente a articoli che definire spazzatura è un complimento.

A questa seconda categoria appartiene lo scoop, datato 28 novembre 2014, ma che ogni tanto viene riesumato sui social, che il Fatto Quotidiano pubblicò qui: il documento riservato Glaxo (datato dicembre 2011) che, secondo il titolo dell'articolo, citerebbe in modo inequivocabile l'autismo fra gli effetti del vaccino esavalente. Come a dire: "vedete? ci sono le prove che il vaccino esavalente provochi l'autismo. Però ce lo tengono nascosto, e infatti il documento era riservato, cioè segreto, ma noi del Fatto Quotidiano lo abbiamo trovato!". "Abbiamo avuto modo di analizzarlo", scrivono, come se fosse stato un colpaccio da Premio Pulitzer.



Il documento in questione è talmente riservato che si trova tranquillamente sul sito www.informasalus.it - l'indipendenza del sapere, uno degli ennemila siti web che sputano a tutto spiano sopra i vaccini, elogiando al contempo le incredibili proprietà taumaturgiche dell'omeopatia, e già che ci sono dispensano consigli imperdibili su come vivere di più.

E' talmente segreto che basta digitare su Google alcune parole chiave, tipo "secret vaccine document autism" e viene fuori una lista lunga come la Divina Commedia di link contenenti il famigerato documento.

E' talmente riservato che se parli con uno che è accanito contro i vaccini, prima o poi, durante la discussione, ti menziona questo segretissimo documento con l'espressione come a dire: "non te l'aspettavi eh? E adesso voglio vedere cosa mi rispondi!"

E' talmente segreto che io lo conoscevo già da un pezzo, pur senza essere nel libro paga di Big Pharma. "Avevo avuto modo di analizzarlo", per usare le parole del Fatto.

Ma vediamolo questo documento supersegreto. Si tratta di un malloppone di 1200 e passa pagine sul vaccino esavalente antidifterite-tenano-pertosse-epatite B-polimelite-Hemofilus influentiae B.

Nel documento c'è una lunga lista di "reazioni avverse" al vaccino. E' un documento che le case farmaceutiche devono inviare periodicamente alle autorità di controllo, come spiega Salvo di Grazia, alias Medbunker, nel suo blog medico qui. Ed è proprio la definizione di reazioni avverse che è cruciale, e che al Fatto Quotidiano, tutti presi dall'importanza dello scoop, devono aver trascurato. 


Questo report elenca infatti tutti gli eventi avversi di qualunque tipo segnalati durante il periodo analizzato, e successivi al vaccino. Sottolineato: eventi di qualunque tipo. "Se una persona segnala un dolore alla spalla dopo la vaccinazione" - spiega Salvo di Grazia - "la casa farmaceutica dovrà a sua volta segnalarlo alle istituzioni. Saranno queste ad approfondire.".  Reazioni avverse vuol dire quindi che tutto quello che viene notato nei giorni successivi alla somministrazione del vaccino viene riportato sul documento, a scopo precauzionale.  Questo - ed è l'aspetto cruciale - non significa affatto che ci sia una relazione di causa-effetto col vaccino.

Ed è vero che ci sono segnalati alcuni casi di autismo. Ma sono segnalati anche svariati casi di fratture, escoriazioni, cadute, strabismo, avvelenamenti di vario tipo, tra cui anche da monossido di carbonio, e perfino la formazione di un tappo di cerume all'orecchio.

Eppure nessuno si lamenta che il vaccino faccia lasciare le stufette accese col tiro otturato causando avvelenamenti da monossido di carbonio, o procuri fratture all'omero, e che io sappia nessun giudice ha mai ordinato rimborsi a chi gli è rimasto tappato l'orecchio uscendo dalla piscina per colpa del vaccino. A me è successo qualche anno fa: avrei potuto fare causa alla Glaxo! Con l'autismo invece, sebbene tutta la storia origini da una truffa ormai ultranota (ma evidentemente non al Fatto Quotidiano), ancora si va avanti con la solita storia dei vaccini che ne sarebbero la causa.

E quindi, ritornando al Fatto Quotidiano: se io sapevo già da anni di questo fantomatico scoop, e ne conoscevo bene il reale significato, vuoi che al Fatto Quotidiano ci siano giornalisti così incapaci da lasciarsi infinocchiare da un sito che è praticamente un tatzebao contro le vaccinazioni? Veramente credono che quel sito così palesemente estremista e di parte sul tema delle vaccinazioni, e su cui scrive gente di cui non è specificata l'eventuale competenza, possa rappresentare una fonte credibile su questo argomento? E' questa la capacità che hanno alla redazione del Fatto Quotidiano nel reperire le fonti affidabili, cosa che dovrebbe essere il cardine del lavoro di qualunque giornalista serio? E poi, perché quel patetico titolo: "ecco il documento riservato..." se si trova in rete con una banalissima ricerca con Google? A chi giova questa informazione spazzatura? Di sicuro non al Fatto Quotidiano.


mercoledì 10 maggio 2017

Celiaco per moda: il peggior nemico del vero celiaco

Una mia amica è celiaca. Lo ha scoperto a quasi 40 anni, e da allora non può sgarrare sulla dieta. Basta una piccola contaminazione di glutine nel cibo e sta male anche per giorni. Inoltre il non rispetto della dieta priva di glutine, per un celiaco, implica una progressiva distruzione della mucosa intestinale, con conseguenze che possono essere anche estremamente gravi.

Stare attenti a cosa ci si cucina è l'aspetto più facile. Un celiaco, quando va al ristorante, o quando è invitato a cena da amici, deve combattere anche col mondo dei non celiaci. Deve far capire che la sua richiesta di mancanza assoluta di glutine nei cibi non è un vezzo, una fissa, una esagerazione, una questione di gusti particolari, ma è un vero problema di salute. Non tutti comprendono questo aspetto, perché pensano "ma cosa ti potrà mai fare una mollichina di pane o mezzo cucchiaino di farina che neanche si sente!".

Ed ecco quindi che dopo aver chiesto che non ci fosse Pan di Spagna nel dolce, magari ti ritrovi una bella spolverata di polvere di biscotto sul gelato, o il wafer infilato nella crema, che tanto se non piace basta toglierlo, no? Oppure dopo esserti assicurato che non ci sia il dado nel risotto, perché il dado spesso contiene glutine, scopri che il cuoco ha aggiunto un po' di farina per addensare il sugo della carne, e il cameriere non ti ha detto niente, perché tanto figurati se se ne accorge!

domenica 7 maggio 2017

Città aliene sotto il mare? No, ma la realtà è molto più interessante.


Questa storia, che prende spunto da una delle tante teorie strampalate che nascono e si alimentano in rete, oltre a raccontarci qualcosa di interessante e insospettabile ci insegna, o meglio ci ricorda, qualcosa su cui dovremmo veramente riflettere.

Blasting news!!! Secondo gli ufologi sul fondo dell'Oceano Pacifico, al largo della California, è nascosta una base aliena! Lo afferma entusiasta Scott Waring sul suo blog Ufo Sightsings Daily, dove sottolinea anche che non c'è da meravigliarsi per tutti quegli avvistamenti in Messico, con una base sottomarina così vicina! E poi si sa che agli alieni piace andare a sbronzarsi di Tequila a Tijuana, e infatti una volta che tornavano strafatti hanno pure sbagliato rotta, e è venuta fuori tutta la faccenda di Roswell.

E' una base sottomarina enorme - spiega l'esperto - lunga 125 Km e con tunnel tubulari larghi 4 Km, tanto che le probabilità che sia realizzata da un'intelligenza evoluta sono del 100%. E quindi, in virtù di questo, esorta a dotarsi di un drone subacqueo (un'ottima idea regalo per il prossimo Natale) per andare a vederla. 

A parte la stima della probabilità, che sarebbe interessante sapere come è stata fatta, sapete come l'ufologo ha scoperto la base aliena? Guardando Google Earth! Era lì, sotto gli occhi di tutti, e nessuno ci aveva mai fatto caso, ma zoomando opportunamente (anche l'ufologo, nel suo meticoloso lavoro di ricerca, a volte zumma) lui l'ha vista subito.

Ridete? Credete sia una scemenza? Una di quelle cose da perculare in rete? Bene, allora guardatevi questa foto, che è la mappa di Google Earth in questione, grazie alla quale è stata fatta la scoperta.


Ridete un po' meno adesso, eh? Vi si è spenta la risata grassa e si è trasformata in un sorrisetto un po' idiota? Certo, un raziocinante, uno scettico non crede che possa trattarsi di una base aliena - e poi sott'acqua, figuriamoci - però lo so che nella vostra testa state pensando "e adesso checcaz è 'sta roba?!" Come è possibile che ci siano righe dritte del genere sul fondo marino? Avete ancora il sorriso canzonatorio sulle labbra, però se adesso qualcuno vi chiedesse cosa può essere quella roba probabilmente non sapreste cosa dire, perché quelle righe dritte sono veramente molto strane.

E' il punto di forza degli ufologi, questo. Non sempre si sa cosa dire, non sempre si ha una spiegazione ovvia e pronta da spiattellare in faccia al credulone di turno, MA - e questo è importante - il fatto che non si sappia trovare una spiegazione non significa che non ci sia una spiegazione. Anche quando Silvan sega in tre pezzi la valletta di turno, ci passa le mano e il cerchio in mezzo e poi la ricompone, non sappiamo dare una spiegazione (io per lo meno non la so dare) ma sappiamo che ci deve essere una spiegazione razionale, perché la possibilità che Silvan seghi effettivamente in tre pezzi la valletta senza che esca una goccia di sangue né un grido da parte di lei, e poi la ricomponga senza lasciare cicatrici è immensamente meno probabile del fatto che ci sia un trucco o una spiegazione ovvia, per quanto sul momento non riusciamo a immaginarla.

Qui è uguale: non sappiamo dare una spiegazione, ma sappiamo anche che la probabilità che ci sia una spiegazione razionale è molto più probabile della possibilità che si tratti di una base aliena sottomarina.

Ma la cosa interessante è proprio nella spiegazione razionale, che così su due piedi non riuscivo a immaginare, e che ho trovato qui, e soprattutto in  quello che ci insegna,  che discuteremo poi alla fine. 

Intanto bisogna dire che di strutture sottomarine del genere su Google Earth se ne trovano parecchie, anche nel nostro Mediterraneo.  Ad esempio questa qua sotto è appena davanti alle coste dell'Africa, e sembra la mappa di una di quelle città degli Stati Uniti in mezzo al nulla, dove per andare a comprare i biscotti devi farti 4 Km di macchina.




Su questi tipi di pattern c'è ovviamente chi ci ha visto immediatamente Atlantide, che viene collocato un po' ovunque a seconda della convenienza. Se fosse Atlantide, però, le dimensioni sono tali che ogni singolo isolato sarebbe stato lungo almeno una decina di chilometri, e il tutto renderebbe Manhattan un paesotto. E poi il fatto che di mappe del genere ce ne siano diverse sparse qua e là, tutte simili ma mai uguali, fa già sospettare che più che basi aliene o antiche città perdute si possa trattare di qualche effetto grafico legato al modo in cui si ottiene la mappatura del fondo marino.

E allora domandiamoci: come si fa a misurare la profondità dell'oceano? 

Fino alla fine dell'800 si lasciavano cadere funi in mare per vedere quando toccavano il fondo. Un metodo un po' rozzo per mappare tutti i fondali marini, che possono arrivare oltre i 10 Km di profondità. E' del tutto inutile anche l'utilizzo di laser o di onde radio, perché verrebbero assorbiti al massimo dopo qualche centinaio di metri, e se non lo fossero vorrebbe dire che la loro lunghezza d'onda è così grande da non poter fornire alcuna precisione sufficiente sulla quantità da misurare.

Può sembrare strano ma la gran parte delle informazioni utili per mappare il fondale degli oceani viene dalla misura del livello della superficie del mare, che viene determinata tramite radar posti sui satelliti. Infatti il mare sembra piatto, ma non lo è. Non perfettamente. E come è possibile misurare la profondità del fondale da come varia l'altezza delle acque in superficie?

Grazie alla forza di gravità! Infatti se sul fondo del mare c'è una montagna, la roccia che la compone modificherà localmente il campo gravitazionale terrestre rendendolo più intenso, e quindi "attirando acqua" nei suoi paraggi! Ovvero l'acqua dell'oceano tende ad accumularsi in presenza di montagne sottomarine, rendendo la superficie del mare localmente più alta. E al contrario, un fondale molto profondo produrrà un campo gravitazionale localmente meno intenso, con conseguente livello delle acque inferiore.

Di fatto le moderne mappe dei fondali oceanici sono ottenute in questo modo, come ben spiegato in questi articoli (fonte, fonte). Al netto dell'effetto della rotazione terrestre, che trasforma la superficie ideale degli oceani in un ellissoide, e correggendo quindi per questo effetto, la superficie degli oceani può essere più alta o più bassa di un centinaio di metri, nei vari punti della superficie di questo ellissoide. L'altezza media in un dato punto è misurabile, tramiti satelliti, con una precisione di 30 cm. Si parla di altezza media, ovviamente, per tenere conto dell'effetto delle onde. La precisione di questa mappatura del fondale marino non è ovviamente elevata, e la risoluzione è di circa 5 Km. Ovvero le strutture più piccole visibili nella mappa sono grandi 5 Km (fonte).

Un metodo più preciso è quello di usare le onde sonore, o per la precisione gli ultrasuoni. Si inviano impulsi di ultrasuoni verso il fondo marino e si misura il tempo che impiegano per arrivare sul fondo, rimbalzare e tornare indietro. Si chiama "ecoscandaglio". L'emettitore e il ricevitore di ultrasuoni sono posizionati tipicamente sotto la chiglia di una nave. Conoscendo la velocità delle onde sonore di quella frequenza nell'acqua, si ricava la lunghezza del percorso. Si divide per due e quella è la profondità del mare.

E quindi succede una cosa che alla fine, col senno di poi, era ovvia. Il suono viene sparato in una direzione ben definita, che è ovviamente quella sotto la nave stessa. Direttamente sotto la nave. E quindi, come per incanto, le misure con ecoscandaglio ci danno la profondità dell'oceano lungo la rotta della nave. Ovvero, tradotto in parole povere, quelle righe sono le rotte delle navi usate per ecoscandagliare il fondale. Viene da ridere per come ci sembrava che ci fossero linee dritte in fondo al mare. Non c'è nessuna linea dritta, è la rotta della nave che è dritta!

Ma perché quelle righe stagliano sul fondale circostante? E' semplice: la misura effettuata con l'ecoscandaglio non è in generale perfettamente calibrata con le misure già esistenti delle zone circostanti, effettuate tipicamente con metodi meno precisi, ed ecco quindi che le nuove misure  appariranno ben evidenti rispetto alle misure del fondale circostante. Una riga dritta, per la gioia degli ufologi.

Cosa ci insegna tutto questo, a parte il fatto, già detto, che il fatto di non saper trovare una spiegazione razionale non implica che non ci sia una spiegazione razionale?

Ci insegna una cosa fondamentale: essere competenti fa la differenza!

Sembra un'ovvietà ma la cronaca ci insegna che non lo è. Quanto spesso, infatti, crediamo di essere sufficientemente competenti su argomenti che in realtà non conosciamo affatto, tanto da pensare che la nostra opinione possa valere qualcosa?

In questo caso ci troviamo di fronte a righe sulla mappa del fondo marino. Quelle righe, per chi è competente su come si fanno le misure della profondità degli oceani, sono un'ovvietà. Per tutte le altre persone sono al limite dell'inspiegabile. Anche senza voler ipotizzare fantasiose teorie, è difficile, se non si è veramente esperti di come si misura la profondità dei fondali, giustificare il perché di quelle linee. Però un esperto di oceanografia, un competente del settore, avrebbe risposto ai dubbi miei e degli ufologi in 3 secondi.

Questo dovrebbe farci riflettere su tutte quelle volte in cui pensiamo di poter dire la nostra, o quantomeno di discutere con sufficiente consapevolezza, su argomenti che invece necessitano di competenze che non si improvvisano, tipo i cambiamenti climatici, l'evoluzione della specie, le vaccinazioni, il problema energetico, solo per fare alcuni esempi. Su questi argomenti capita di sentire gente che sentenzia dimenticandosi che le proprie conoscenze e competenze sono così scarse rispetto a quelle che sarebbero necessarie per discuterne con cognizione di causa, da rendere grandissima la probabilità di dire cose sbagliate. Spesso ci si dimentica che, in assenza di competenze, prendere una cantonata su aspetti che gli esperti conoscono invece molto bene, è normale! Non solo, ma la mancanza di competenze, se associata a presunzione, è molto facile che generi mostri.

E se si dicono cose sbagliate sulle righe in fondo al mare, beh... pazienza. Ma se si dicono sciocchezze su temi che riguardano la collettività e la salute pubblica perché sopravvalutiamo le nostre competenze, gli effetti possono essere di tutt'altro livello.










lunedì 1 maggio 2017

Perle di ignoranza scientifica: quando 4 è minore di 3

Effetti collaterali imprevisti del non sapere la matematica di base.

 

L'ignoranza scientifica diffusa può diventare un problema sociale.

Lo è certamente quando, di fronte a fatti che coinvolgono la quotidianità e la società, ci si lancia in spiegazioni e discussioni strampalate dimenticandoci di controllare se quei fatti siano realmente accaduti nei termini in cui ci vengono descritti. Il procedere scientifico infatti parte sempre dalla verifica dei fatti. Le bufale si estinguerebbero presto se questa regola fosse ben stampata nella mente di tutti.

Lo è quando chi ha la responsabilità di decidere sulle leggi, o di informare i cittadini tramite i mezzi di comunicazione, non è nemmeno in grado di leggere un grafico, una statistica, e di comprenderne il significato.

Lo è quando non c'è la consapevolezza dell'importanza delle competenze. Si eviterebbero ad esempio presentatrici tv a spiegarci come curare il cancro in modo naturale, disk jokeys a sentenziare sull'inutilità dei vaccini, e laureati in scienza della comunicazione a dare false speranze ai malati di Sla.



Ma ci sono casi in cui l'ignoranza scientifica rasenta l'incredibile, generando situazioni paradossali sulle quali ci si può tutto sommato ridere sopra. Per lo meno finché non ci ricordiamo che stiamo parlando di gente che, tra le altre cose, vota.

Il fatto questa volta riguarda gli Stati Uniti, la nazione più potente al mondo. Quella che è andata per prima sulla Luna (con un'impresa scientifica senza precedenti) ma che contemporaneamente ospita musei contro Darwin e a favore del creazionismo, nei quali si mostrano le prove che il mondo è stato creato in sette giorni soltanto 6 o 7 mila anni fa.

La stessa nazione che ha appena eletto un presidente che... vabè lasciamo perdere, che poi se leggono questo blog va a finire che mi negano il visto a vita.

I fatti in questione sono raccontati qui. Li riassumo brevemente: il marchio di fast-food A&W, che fa dei propri hamburger l'orgoglio dell'azienda, negli anni 80 prese la decisione di entrare a gamba tesa nel mercato e mettere in difficoltà la concorrenza proponendo una nuova allettante offerta: comprare allo stesso prezzo del "quarter pound" un "third pound" burger.

Ovvero con lo stesso prezzo che si spendeva per un hamburghr di 113 grammi (un quarto di pound), uno poteva comprarsi ben 151 grammi di ciccia, corrispondente per l'appunto a un terzo di pound. Il 34% di carne in più senza sborsare un cent di aggiunta. Un affare per l'acquirente e una buona mossa promozionale per il marchio. Questo, per lo meno, era quello che pensavano i manager dell'azienda.

E quindi, come si usa in questi casi, si affidano a un pubblicitario, stampano i manifesti, e riempono i loro fast food di scritte invitanti del tipo "Compra un terzo di pound allo stesso prezzo di un quarto di pound" o cose simili.

Solo che la trovata pubblicitaria, stranamente, non ha successo. Pochissimi scelgono la nuova opzione, e preferiscono invece prendere l'hamburghr quarter pound piuttosto che il third pound. L'azienda non si capacita: da dove viene questo sospetto? Come è possibile che gli americani preferiscano l'opzione meno conveniente?

Svolgono un po' di indagini di mercato e scoprono che il motivo di questa scelta apparentemente irrazionale non risiede in una improvvisa svolta salutistica degli americani in fatto di cibo, ma nel fatto che quattro è più grande di tre! Ovvero gli americani, o per lo meno una parte di essi (quelli che mangiano gli hamburger? Quelli che votano?) credono che un quarter pound sia più grande di un third pound, perché 4 è maggiore di 3, e quindi perché mai dovrebbero essere così scemi da comprare un hamburger più piccolo allo stesso prezzo?

Il fatto che quel 4 e quel 3 stiano a denominatore, e che e quindi dividere 1 per 4 dà un risultato che è più piccolo che dividerlo per 3, deve essere evidentemente una considerazione a cui non avevano mai pensato. Risultato: il lancio pubblicitario è stato ritirato. Magari avranno anche perso dei clienti (anzi, di sicuro), disgustati dal fatto che la A&W stesse cercando di fregarli così apertamente, senza pudore.

Ridiamo? Crediamo di essere meglio dalle nostre parti? Allora proviamo a pensare alle miriadi di pubblicazioni, manuali e guide per giocare al Lotto puntando sui ritardi dei numeri. E a tutti coloro che, giocando al Lotto (che già di suo è il gioco d'azzardo che più di qualunque altro assicura perdite garantite) si basano sui ritardi dei numeri. Proviamo a entrare in una ricevitoria e leggiamo i cartelli informativi alle pareti, che ci aggiornano in tempo reale dei ritardi sui numeri, dei ritardi delle ambate e altre scemenze simili.

I ritardi al Lotto e la matematica che certi lobotomizzati ci hanno costruito sopra sono una cazzata delle più colossali mai inventate da mente umana. Peggio delle scie chimiche (che già è tutto dire!) perché è evidente a chiunque (dovrebbe...) che ad ogni estrazione la probabilità di pescare un numero è sempre la stessa, indipendentemente da quello che è successo la settimana prima o un anno prima. Non è che il numero dice "prendimi prendimi" perché sono sei mesi che non esce. Non è che sbraccia per farsi strada verso la manina del bambino bendato e innocente (una volta si usava così, oggi non so) addetto a pescare i numeri. Eppure si trovano in giro dei deliri incredibili sui ritardi dei numeri al Lotto, e su come tenerne conto per aumentare la probabilità di vincita. Trattati complicatissimi basati sul nulla! Ricordo qualche anno fa di aver trovato fra le pagine di un noto quotidiano nazionale un'intera sezione, pagine e pagine in "regalo" ai lettori (il classico "inserto da conservare") dedicata ai ritardi dei numeri che, giuro, in confronto la teoria delle stringhe era una cosa da leggersi dalla parrucchiera. Braccia rubate all'agricoltura...





giovedì 27 aprile 2017

Caso Stamina: l'incarnazione del ciarlatano tipo

In questi ultimi tempi mi è capitato di tenere conferenze divulgative sul tema delle bufale, e su come indentificarle. In particolare, ad un certo punto della conferenza, elenco le caratteristiche del ciarlatano tipo, specificando che, di fronte a casi in cui svariate di queste caratteristiche si presentino tutte assieme, è altissima la probabilità di trovarsi di fronte a un ciarlatano. E poi aggiungo che, molto spesso, tutte le caratteristiche sono presenti contemporaneamente.

Le caratteristiche del ciarlatano tipo che elenco nella mia conferenza sono queste: 

  • Non è uno specialista del settore, ma di mestiere spesso fa tutt’altro
  • Accusa la scienza di non considerarlo
  • Non pubblica i suoi risultati su riviste scientifiche accreditate
  • Afferma che il suo unico interesse è il bene della gente
  • Non fornisce dettagli sulle procedure sperimentali che segue
  • Descrive misure a supporto della sua tesi che sono difficilmente riproducibili, o non ottenute secondo la corretta metodologia scientifica
  • Si rifiuta di sottoporre la sua scoperta a controlli indipendenti 
  • Ha una nutrita schiera di fan fra il grande pubblico
  • E' rassicurante nelle affermazioni
  • Si propone come alternativa alla scienza ufficiale
  • Si fa pagare salato

E' notizia di questi giorni l'arresto di Davide Vannoni, l'inventore di Stamina, il metodo di infusione di cellule staminali che, a detta del suo inventore e di medici che lo hanno spalleggiato, rappresentava una cura efficace per malattie degenerative come la Sclerosi Laterale Amiotrofica, per la quale al momento, secondo la medicina ufficiale, non esiste cura, e che conduce inevitabilmente alla morte in breve tempo.




Portato alla ribalta dal programma Le Iene, che gli dedicano ben 18 puntate eleggendolo a paladino dei diritti dei malati, Vannoni, che praticava le sue infusioni già da anni, diventa un idolo del grande pubblico. In breve tempo quindi lo si trova in prima fila a manifestazioni dei familiari dei malati davanti al Parlamento, dove si chiede che il trattamento con Stamina venga fornito gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale. Per la cronaca 5 iniezioni arrivavano a costare 30000 euro, con punte fino a 50000.

Tutto questo nonostante che gli scienziati che si occupano professionalmente di questa materia affermassero che non esisteva alcuna prova che il metodo Stamina funzionasse. Il montaggio dei servizi delle Iene li faceva apparire inevitabilmente saccenti, sdegnosi, superficiali, e disinteressati ai diritti dei malati.

Il ministero si mostra tuttavia disposto a recepire le richieste dei vari comitati, purché Vannoni accetti di sottoporre il suo metodo a una seria sperimentazione. Per questo chiede che vengano resi noti i protocolli di somministrazione del trattamento. Vannoni tergiversa, e alla fine non fornisce nulla. 

Tutta la storia con i suoi succosi dettagli, uno fra tutti l'intervento di esperti del settore a favore di Vannoni quali Celentano e la Lollobrigida, è descritta molto bene qui.

Il risultato finale è un'accusa di truffa con patteggiamento, purché non si continui a praticare i trattamenti.

Vannoni però se ne infischia, e dato che non può praticare in Italia se ne va in Georgia (fonte), dove continua a somministrare Stamina, finché anche in Georgia si scocciano.  A questo punto il nostro cerca qualche altro luogo dove continuare i suoi trattamenti, ma la magistratura ordinandone l'arresto.

Fine della storia. Forse. Una storia che sarebbe stata scrivibile in anticipo, perché era evidentissimo che Vannoni fosse un ciarlatano. Ne incarnava infatti tutte le caratteristiche che elenco nella mia conferenza. Era il ciarlatano tipo. I ciarlatani sono infatti quasi sempre all-inclusive: acquistano tutto il pacchetto.

Vediamole queste caratteristiche, nel caso di Vannoni:
  • Non è uno specialista, è un laureato in scienza della comunicazione.
  • Accusa la scienza ufficiale di snobbare la sua scoperta
  • Non ha mai pubblicato nulla su alcuna rivista scientifica.
  • Si propone come benefattore, e afferma di volere solo il bene dei malati (e i loro soldi...)
  • Non fornisce alcun dettaglio sul suo metodo di cura (infatti si è scoperto che le sue infusioni erano anche rischiose per la salute, e per nulla sicure dal punto di vista sanitario)
  • Le prove di efficacia erano basate semplicemente sull'impressione da parte dei familiari del paziente, che è l'antitesi del metodo scientifico.
  • Non ha voluto sottoporre il suo metodo ad alcun test indipendente (non ha nemmeno detto che cosa faceva realmente)
  • E' un idolo delle folle (lo era, le folle abbandonano presto i loro idoli...)
  • Nelle interviste non è mai dubitativo sull'efficacia del suo metodo.
  • Si presenta come l'anti-scienziato
  • Si fa pagare, eccome se si fa pagare! E dubito che abbia mai rilasciato ricevute...

Tutto già visto, insomma. Niente di nuovo sotto il sole. Non è il primo, ma purtroppo non sarà nemmeno l'ultimo.





martedì 25 aprile 2017

Articolo su Darwin: i commenti dei lettori...!!!

Perché tanta gente disprezza Darwin?


Nell'anniversario della morte di Darwin il quotidiano La Repubblica, sul suo profilo Facebook, pubblica una foto dello scienziato con due righe di ricordo. Ma quello che colpisce si trova sotto. Sotto la foto, fra i commenti, ho infatti letto cose che voi umani...

Per motivi apparentemente misteriosi (ma che poi tanto misteriosi non sono, se analizzati un po' più in profondità), una fetta del genere umano odia Darwin. E i commenti in calce all'articoletto di Repubblica sono per lo più di gente che lo detesta, lo disprezza visceralmente, lui e la sua opera scientifica, che ritiene ovviamente completamente fasulla e campata in aria, e soprattutto mai provata.  E' singolare questo chiamare in causa la (presunta) mancanza di controllo rigoroso sull'evoluzionismo, dato che una veloce ricerca nei profili di chi commenta in modo così aspro mostra che gran parte di questa gente poi crede anche al fatto che i vaccini causino l'autismo, e ad altre amenità prive di qualunque prova a supporto. Che quando si parla di Darwin pretendano le prove (che comunque ci sono) mentre in altri campi si buttano a corpo morto credendo a idiozie che non hanno uno straccio di costrutto è quindi veramente curioso. 

Comunque c'è gente che quando sente nominare Darwin reagisce come il cane di Pavlov, schiumando rabbia contro quella scienza che celebra lo scienziato inglese. Che se solo riservassero un centesimo di quel disprezzo e di quell' accanimento contro tutti gli arraffatori, i disonesti, i magnaccia e i parcheggiatori in doppia fila di questo paese, saremmo un luogo idilliaco.

Un recente selfie di Darwin

Insomma, gente che non ha alcun tipo di competenza in materia, gente che confonde molecole con cellule, gente che crede che se non spazzi le briciole nell'angolo del pavimento della cucina poi nascono le formiche, quando sente nominare Darwin non resiste nello sciorinare tutto quello che secondo loro è sbagliato nella teoria dell'evoluzione.

Che, ricordiamolo, si chiama "teoria" perché gli scienziati la chiamano così, come la teoria della relatività, o la teoria della deriva dei continenti,  ma è tutt'altro che una teoria, essendo suffragata da una quantità di prove di tutti i tipi, non ultime quelle che vengono dalla genetica. Genetica che Darwin non poteva conoscere all'epoca, e che forniscono oggi uno dei tanti modi per verificare come le specie si siano evolute e si stiano evolvendo tuttora, noi umani compresi. Evoluzione che non significa miglioramento (e visti i commenti la cosa risulta chiara!) ma semplicemente cambiamento dovuto all'adattamento.

Invece certi leggono "teoria" e credono che l'evoluzione della specie sia solo una teoria. Una cosa che Darwin ha buttato giù su un bloc notes scrivendoci secondo me è così!, e tutti i naturalisti e i biologi - stupidoni - l'hanno presa per oro colato, senza prendersi la briga di controllare.

L'obiezione tipica, del tutto sballata, è che non è possibile che deriviamo dalla scimmia, perché altrimenti non si spiegherebbe come mai noi ci siamo evoluti e la scimmia no. Vagli a spiegare che la teoria dell'evoluzione non dice affatto questo. D'altra parte, non avendo costoro letto mai niente in proposito, ma ripetendo frasi sentite in giro, cosa si può pretendere? E poi se questa cosa la dice anche Zichichi, Giannetta Alberoni e altra gente che si vede spesso in televisione, vuoi che non sia vera? Se l'ha detto la televisione!

Ma perché gente che in molti casi non sa nulla di scienza si accanisce così tanto proprio sulla teoria dell'evoluzione, e si disinteressa invece di altre teorie scientifiche (sempre con il significato di teoria che dicevo sopra) che sono invece veramente difficili da digerire? Ad esempio tutti accettano tranquillamente la meccanica quantistica, sebbene molti non abbiano idea di cosa sia realmente, e anzi la usano per sdoganare immondi sciocchezzai new-age. Eppure la meccanica quantistica è quanto di più strano, controintuitivo e discusso che ci sia in fisica. Altro che l'evoluzione della specie! Funziona molto bene, nel senso che è in grado di prevedere il comportamento e i fenomeni del mondo microscopico, ma se uno va a indagare cosa c'è sotto gli viene una crisi di identità! Eppure la meccanica quantistica va bene a tutti, e anzi perfino affascina, mentre Darwin no, quello proprio non si può accettare. Peccato perché capendo come effettivamente funziona, l'evoluzione è una "teoria" bellissima nella sua semplicità. Nonostante questo, che l'uomo e le altre specie viventi siano il risultato di un continuo modificarsi a certa gente proprio non va giù.

Domanda: perché?

Io ho una risposta. Forse non è l'unica risposta, ma è certamente un fattore determinante: la religione.

Le convinzioni religiose condizionano fortemente il modo di approcciarsi a una teoria che spiega perché l'uomo è quello che è. Perché se parlasse degli armadilli e dei facoceri, diciamocelo, nessuno si scandalizzerebbe in questo modo. Se la teoria di Darwin si limitasse a dire che le vongole di oggi sono l'evoluzione di un vongolone peloso che esisteva qualche milione di anni fa, nessuno si indignerebbe sbraitando che non ci sono le prove. E invece siccome l'evoluzione Darwiniana riguarda anche l'uomo, allora c'è chi si sente in dovere di mettere i puntini sulle i, perché l'uomo è territorio di Dio.

Negli Stati Uniti, dove il creazionismo è molto diffuso (il 60% della popolazione non crede che l'uomo si sia evoluto a partire da altre specie viventi, contro quasi il 30% dell'Italia e il 18% dell'Islanda), coloro che sposano questa tesi, sono in prevalenza e inequivocabilmente anche quelli che frequentano assiduamente la chiesa. C'è anche una leggera correlazione col titolo di studio, e anche con l'età, ma la frequentazione della chiesa non lascia dubbi. Il grafico, mostrato qua sotto, fa parte di questo studio statistico.
 



Il grafico qua sotto mostra invece come la convinzione "Gli esseri umani si sono evoluti a partire da altre specie" (in celeste) è rifiutata solo dal 20% della popolazione in Islanda, in Danimarca, in Svezia e in paesi in cui la cultura laica è dominante, e aumenti col crescere dell'impatto della religione nel paese in questione, indipendentemente dal tipo di religione. In Italia è il 30%, mentre in Turchia è addirittura il 75%. Valori simili sono stati rilevati anche in altri stati quali Tunisia e Egitto, nei quali la religione ha un ruolo culturale importante.
Risultati immagini per believe in evolutionism
Percentuale della popolazione che non crede che l'uomo sia il risultato dell'evoluzione di altre specie viventi, nelle varie nazioni. Si va da18% dell'Islanda al 75% della Turchia. In Italia è quasi il 30%.

E' interessante il caso della Germania, che pur essendo decisamente laica, mostra un risultato non troppo dissimile dall'Italia. La mia ipotesi è che la grossa presenza di turchi nel paese abbia un peso importante.

Io non voglio entrare nelle questioni di fede, perché ognuno è libero di credere o non credere in quello che vuole, e la scienza non ha niente a che fare con questo. Però - mi chiedo - non è un dio a metà (lo metto minuscolo apposta) quello in cui questa gente crede? Un dio che crea tutto l'universo e le sue leggi, e poi non è capace di far venir fuori l'uomo come conseguenza della naturale evoluzione del mondo che egli stesso a creato, e è quindi costretto ad intervenire in corso d'opera per metterci una toppa. Dov'è l'onnipotenza e la grandezza di un dio del genere?

Per un credente non sarebbe un Dio (questa volta maiuscolo) ben più grandioso quello che, dopo aver dato il La iniziale, avesse poi lasciato fare la natura, creata così perfetta e autosufficiente da non avere più bisogno di ulteriori interventi e rattoppi per aggiustare il tiro? Cosa c'è di più grandioso in una natura che è capace di dare origine contemporaneamente a un sasso e a un essere umano? Cosa c'è, per un credente, di più grandioso di un Dio creatore di una natura che non ha alcun bisogno di lui?